6
marzo

Nuovi sguardi su Ferrara con il progetto At-tra-ver-so

Undici richiedenti asilo, quattro macchine fotografiche da condividere, un fotografo-insegnante armato di tanta passione, una città (Ferrara) da scoprire e immortalare. Sono gli ingredienti di una mezza giornata trascorsa dall’insolito gruppo alla ricerca di un dettaglio da fotografare, tra le vie e le piazze della splendida città estense.

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Foto di Lai-momo

L’esperienza rientra in un progetto rivolto ai richiedenti asilo ospitati nel CAS (Centro di accoglienza straordinario) di Castello d’Argile gestito dalla società cooperativa sociale Lai-momo. Il progetto At-tra-ver-so è ideato e condotto dal fotografo Paolo Cortesi ed è realizzato in collaborazione con l’associazione “Insieme si può fare” e il gruppo “Famiglie in rete”. Gli sponsor Ferno Washington di Pieve di Cento ed Emilbanca hanno erogato un contributo economico con cui poter acquistare le reflex digitali (di seconda mano) e il materiale strettamente necessario al loro funzionamento.

A ottobre sono iniziate le lezioni teoriche, negli spazi messi a disposizione dal Comune di Castello d’Argile; dopodiché sono iniziate le escursioni durante le quali mettere in pratica quanto appreso in aula. Prima Castello d’Argile, poi un paio di volte a Bologna, ora Ferrara: Paolo ha portato i ragazzi tra le vie e le piazze cittadine, alla scoperta di monumenti e angoli suggestivi, da vedere attraverso l’obiettivo e immortalare in uno scatto. Sono previsti altri incontri, tra uscite fotografiche e momenti di confronto in biblioteca a Castello d’Argile, dove Paolo resterà a disposizione dei ragazzi, una volta a settimana, per consigli e chiarimenti.

È una grigia domenica di febbraio quando il gruppo varca le mura ferraresi. Per qualcuno di loro è la prima visita. Tra gli sguardi incuriositi di passanti e turisti, anche il sole pian piano viene fuori, e addolcisce i profili da cogliere.

Paolo fa strada, un po’ “Cicerone” un po’ capo-gruppo. Ogni tanto si ferma per dare un’occhiata agli scatti e dà suggerimenti, consigli tecnici per sistemare luce, fuoco, obiettivo. Ogni tanto segnala un buon soggetto, ma spesso non è necessario: i ragazzi in autonomia si lasciano ispirare e immortalano quanto sembra loro degno di attenzione. È anche difficile tenere il gruppo unito: uno di loro resta spesso indietro, preso dall’ispirazione, bisogna fermarsi e mandare qualcuno a recuperarlo.

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Foto di Lai-momo

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Foto di Lai-momo

Si prosegue poi per la storica via delle Volte, che merita i primi scatti, diretti verso il Castello Estense, cuore della città. Si cerca l’angolazione giusta con cui mettere l’orologio del Castello tra le mani della statua di Savonarola. Ci si ritrova tutti col naso all’insù nella rotonda Foschini, dove si tenta un gioco di specchi. Il gruppo si dirige poi alla scoperta di corso Ercole I d’Este. Cogliere il profilo aguzzo di Palazzo dei Diamanti è una sfida per testare la tecnica acquisita. Il giro termina in piazza Ariostea, dove, infine, da fotografi si diventa protagonisti dell’autoscatto nella tradizionale foto di gruppo.

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Foto di Lai-momo

Per usare le parole del suo ideatore: “At-tra-ver-so significa il mare e le terre che questi ragazzi hanno dovuto attraversare, significa incontrarsi attraverso un linguaggio comune, significa imparare il mondo attraverso il mirino di una fotocamera e condividere tutto questo.”

Paolo è convinto che la fotografia sia anche un mezzo di conoscenza e di interpretazione della realtà e, per il target a cui è rivolta questa esperienza, anche uno strumento di integrazione. Al termine degli incontri è prevista la realizzazione di un volume fotografico e di una mostra-evento aperta alla cittadinanza.

Il progetto partecipa anche a un concorso indetto dall’Unione Reno Galliera e dall’AIFO e può essere votato a questo link:

http://www.renogalliera.it/news-unione/–progetto-lunione-fa-la-pace

 

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