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	<title>Givemeshelter &#187; migranti</title>
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	<description>Blog sull&#039;accoglienza dei rifugiati e dei richiedenti asilo</description>
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		<title>Deserto e ritorno. La matematica di Robert</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Apr 2016 12:55:04 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_603" style="width: 618px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2016/04/2436033006_03b3ef28f7_o.png"><img class=" wp-image-603" src="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2016/04/2436033006_03b3ef28f7_o.png" alt="Foto di leonardoparada" width="608" height="415" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di leonardoparada</p></div>
<p>Insegnava matematica in una scuola privata di Lomé, capitale del Togo. Quasi quarant’anni nel deserto di un Paese che deruba i giovani e li spinge a partire. Robert si occupa di sua madre e dei fratelli minori che rincorrono gli anni più belli della vita. Non ha i soldi e la stabilità necessaria per sposarsi e avere figli suoi. A quell’età dalle sue parti questa è una sconfitta. Robert ha sentito parlare del cugino di un amico che si trova in Spagna, le cose gli vanno bene e manda soldi alla famiglia, possono studiare tutti e financo la casa è stata rimessa a nuovo e verniciata di fresco. Per completare quanto la scuola gli offre Robert possiede una moto che funge da taxi e con questo mantiene la famiglia. Robert è un matematico e comincia a calcolare i costi e i ricavi dell’operazione. Vende la moto, si indebita con alcuni conoscenti e parte per la Spagna.<span id="more-598"></span></p>
<p>Prende la strada sbagliata e si scopre nel Mali assediato da gruppi ribelli appena dietro Gao. Sborsa i soldi del viaggio in corsia preferenziale per evitare i banditi che appaiono, puntuali, prima di raggiungere l’altra città. Gli portano via quanto aveva messo da parte per la traversata. Avrebbe tentato il mare che separa la Spagna dal Marocco. Altri l’hanno fatto prima di lui e lo faranno anche dopo. Forse arrivano un giorno o forse no. Sono messi in sacchi bianchi cuciti all’orlo, senza nome e numero.</p>
<p>E’ minacciato da un giovane con la barba che gli chiede il nome del libro che porta nella borsa. La bibbia di Robert, assieme al rosario che vi si trova da segnalibro, per poco non gli costa la vita. Il giovane aveva già impugnato il mitra e si diceva pronto a sparare se gli altri compagni non l’avessero fermato in tempo. Questione di attimi migranti.</p>
<p>Le otto ragazze, per la maggior parte ivoriane, sono state isolate in alcune tende per un paio d’ore. Alcune dopo hanno raccontato l’accaduto. Hanno rimpianto per sempre di essere partite per quella strada: violentate dopo aver scoperto i soldi nascosti nelle parti intime. Gli altri erano una quarantina. Giovani del Senegal, Gambia, Nigeria, Guinea e Costa d’Avorio. Mezza Africa Occidentale che mette in vendita i propri giovani per far funzionare il sistema  globale. L’economia di tutti i giorni si chiama informale e fabbrica piccoli mestieri ambulanti.</p>
<p>Robert insegnava matematica e la sera guidava la moto-taxi per mantenere la madre e i fratelli di sangue. Ha perso tutto e lui, con gli altri, sono stati abbandonati nel deserto. Avevano datteri, una piccola riserva d’acqua e nessuna idea su dove si trovassero. Hanno camminato per quattordici giorni nel deserto. Finita l’acqua hanno resistito altri due cercando il confine del mondo. Una luce, di notte, li ha guidati fino all’accampamento delle forze francesi che stazionano nella zona. L’operazione “Serval” si è trasformata in “Barkhane”, la duna mobile. I giovani sono stati condotti e poi affidati al contingente senegalese dell’altra operazione che tutto riassume perché fatta con l’ONU. L’hanno chiamata Operazione “Minusma” e ambisce mettere assieme il Mali disintegrato dal caos che ancora regna nella regione. A Gao sono stati accolti nella casa del migrante e Robert ha finalmente raggiunto Niamey.</p>
<p>In pochi mesi ha perso tutto ma non la bibbia e il rosario da segnalibro. Robert non vuole tornare da sua madre con le mani vuote. Alloggia per ora alla stazione del bus di linea col quale ha viaggiato da Gao. Robert insegnava matematica e da oggi cerca lavoro per rifare i conti con la sua vita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Mauro Armanino, Niamey, aprile 2016</p>
<p>Missionario e giornalista, vive a Niamey dove si occupa di servizi per i migranti e di formazione.</p>
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		<title>L&#8217;Orso d&#8217;oro a Fuocoammare</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Mar 2016 09:30:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Fuocoammare, il docufilm di Gianfranco Rosi sul dramma dei migranti che tentano di sbarcare a Lampedusa, ha vinto l&#8217;Orso d&#8217;oro al Festival di Berlino. Il regista ha soggiornato sull&#8217;isola per più di un anno per immergersi completamente nella realtà del posto e per poterla ritrarre. E&#8217; rimasto estremamente affascinato dalla generosità dei lampedusani e li<a class="moretag" href="https://www.givemeshelter.it/lorso-doro-a-fuocoammare/"> Read the full article...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/uRPBH3LC4aU" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe><a href="http://www.repubblica.it/spettacoli/cinema/2016/02/20/news/berlino_l_orso_d_oro_per_il_miglior_film_straniero_va_a_gianfranco_rosi-133859570/" target="_blank">Fuocoammare</a>, il docufilm di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gianfranco_Rosi_(regista)" target="_blank">Gianfranco Rosi</a> sul dramma dei migranti che tentano di sbarcare a Lampedusa, ha vinto l&#8217;Orso d&#8217;oro al <a href="https://www.berlinale.de/en/HomePage.html" target="_blank">Festival di Berlino</a>. Il regista ha soggiornato sull&#8217;isola per più di un anno per immergersi completamente nella realtà del posto e per poterla ritrarre. E&#8217; rimasto estremamente affascinato dalla generosità dei lampedusani e li ha omaggiati quando ha ritirato il premio dichiarando: &#8220;Dedico questo lavoro ai lampedusani che mi hanno accolto e hanno accolto le persone che arrivavano. È un popolo di pescatori e i pescatori accolgono tutto ciò che arriva dal mare. Questa è una lezione che dobbiamo imparare&#8221;.</p>
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		<title>Il lato umano di Mare Nostrum</title>
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		<pubDate>Wed, 21 May 2014 12:45:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dai media non risulta chiaro con quale linea politica il nostro paese sta affrontando l&#8217;attuale grande afflusso di migranti e richiedenti asilo. Soprattutto non si riesce a capire cosa si stia effettivamente programmando per il futuro di queste persone. Ma su una cosa il messaggio è chiaro: le persone in mare vanno soccorse. E rispetto ai<a class="moretag" href="https://www.givemeshelter.it/il-lato-umano-di-mare-nostrum/"> Read the full article...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_53" style="width: 650px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2014/05/Sbarco.jpg"><img class="size-full wp-image-53" src="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2014/05/Sbarco.jpg" alt="Foto di Orazio Esposito" width="640" height="428" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Orazio Esposito</p></div>
<p class="p1">Dai media non risulta chiaro con quale linea politica il nostro paese sta affrontando l&#8217;attuale grande afflusso di migranti e richiedenti asilo. Soprattutto non si riesce a capire cosa si stia effettivamente programmando per il futuro di queste persone. Ma su una cosa il messaggio è chiaro: le persone in mare vanno soccorse. E rispetto ai tempi della politica dei respingimenti e del &#8220;finalmente cattivi&#8221; del quotidiano Libero di maggio 2009 il clima è, per fortuna, cambiato…</p>
<p class="p1">Mario Calabresi <a title="Mario Calabresi editoriale" href="http://www.lastampa.it/2014/05/21/cultura/opinioni/editoriali/un-ponte-di-cui-essere-orgogliosi-XlOGqPI2FxH0QCSmQHp1qM/pagina.html" target="_blank">nel suo editoriale</a> invita a guardare al bicchiere mezzo pieno&#8230;</p>
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