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	<title>Givemeshelter &#187; AVoC</title>
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	<description>Blog sull&#039;accoglienza dei rifugiati e dei richiedenti asilo</description>
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		<title>Mi ricordo e… provo a scrivere</title>
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		<pubDate>Fri, 16 May 2014 13:47:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Oggi c’è stato il primo incontro del Laboratorio di scrittura dedicato sia ai richiedenti asilo ospiti a Bologna sia ai cittadini bolognesi. Alcuni ragazzi africani si sono trovati con altre partecipanti italiane e con le volontarie AVoC Maria Luisa ed Elisabetta in una luminosa e tranquilla sala studio della Biblioteca Salaborsa di Piazza Maggiore. Dopo<a class="moretag" href="https://www.givemeshelter.it/mi-ricordo-e-provo-a-scrivere/"> Read the full article...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_26" style="width: 609px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2014/05/lab_scrittura.jpg"><img class=" wp-image-26" src="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2014/05/lab_scrittura-1024x682.jpg" alt="foto di Africa e Mediterraneo" width="599" height="399" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Africa e Mediterraneo</p></div>
<p class="p1">Oggi c’è stato il primo incontro del Laboratorio di scrittura dedicato sia ai richiedenti asilo ospiti a Bologna sia ai cittadini bolognesi. Alcuni ragazzi africani si sono trovati con altre partecipanti italiane e con le volontarie AVoC Maria Luisa ed Elisabetta in una luminosa e tranquilla sala studio della <a title="Biblioteca Salaborsa" href="http://www.bibliotecasalaborsa.it/home.php" target="_blank">Biblioteca Salaborsa</a> di Piazza Maggiore. Dopo una prima presentazione reciproca e la spiegazione degli obiettivi e dello spirito del laboratorio, si è cominciato.</p>
<p class="p1">Scrivere sulla propria vita, hanno spiegato le conduttrici, serve a guardare razionalmente il proprio passato, anche se a volte è doloroso, a creare una distanza critica e a “mettere ordine”, attraverso la stesura delle parole sulla pagina. Usare il linguaggio ci costringe a elaborare, e questo ci aiuta e diventare più consapevoli di quello che siamo, quindi ad affrontare il futuro con più forza.<span id="more-22"></span></p>
<p class="p1">I ragazzi hanno fatto un po’ fatica a capire che non era un corso di italiano, che non c’erano giudizi sulla forma, e che il risultato interessante era il contenuto del messaggio. Ma gli stimoli delle animatrici a trattare certi argomenti, semplici ma fondamentali per la vita di ognuno, hanno funzionato e i racconti sono arrivati, eccome sono arrivati.</p>
<p class="p1">Mamadi, Bourama, Issa e gli altri si sono concentrati, hanno appoggiato la penna sul foglio e hanno scritto… Poi, liberamente, chi ha voluto ha letto agli altri: i giochi nel fiume con gli altri bambini, il lavoro nei campi &#8211; faticoso ma redditizio per la vita della famiglia -, il rapporto con gli animali da allevamento da accudire e nutrire, la tradizione di suonare i grandi tamburi in ogni ricorrenza del villaggio&#8230; E poi ancora i suoni, gli odori che ritornavano alla memoria.</p>
<p class="p2">Ci saranno altri cinque incontri e alla fine, probabilmente, una lettura. La campagna <a title="Bologna cares!" href="https://www.facebook.com/Bolognacares?ref=hl" target="_blank">“Bologna cares!”</a> sull’accoglienza dei rifugiati a Bologna, all’interno della quale è inserito il laboratorio, ha cominciato a comunicare…</p>
<p>&nbsp;</p>
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