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	<title>Givemeshelter &#187; News</title>
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	<description>Blog sull&#039;accoglienza dei rifugiati e dei richiedenti asilo</description>
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		<title>“At Home in the World”, il documentario si presenta al Kinodromo</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2016 13:44:59 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Di Magomed, Sehmuz, Heda, Amel e Ali &#8211; ma anche di Enea &#8211; <a href="https://www.facebook.com/Kinodromo/videos/1250290281677438/">si è parlato lo scorso 21 settembre</a>, in un’iniziativa contemporanea con la Grecia, la Norvegia e la Svezia. Parliamo della presentazione, presso il cinema dell’<a href="http://www.kinodromo.org/">Associazione Culturale Kinodromo</a>, del documentario “At Home in the World” di Andreas Koefoed. Questo documentario è il racconto della vita quotidiana di cinque bambini, con nazionalità e origini diverse, che hanno però attraversato la medesima esperienza migratoria e sono ora accolti come rifugiati in un asilo della Croce Rossa danese. La proiezione è stata organizzata come iniziativa del network europeo di distribuzione documentaristica <a href="http://www.movingdocs.org/">Moving Docs</a>, a sua volta fondato dallo <a href="http://www.edn.dk/">European Documentary Network</a>, di cui fa parte dal 2015 anche <a href="http://www.documentaristi.it/index2.html">Doc/It</a>, l’Associazione dei Documentaristi Italiani. La serata si è svolta con la collaborazione di Al Jazeera English, Witness &#8211; Al Jazeera e Lai-momo.</p>
<div id="attachment_688" style="width: 635px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2016/10/DSC_8660.jpg"><img class="size-large wp-image-688" src="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2016/10/DSC_8660-1024x682.jpg" alt="Foto di Lai-momo" width="625" height="416" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Lai-momo</p></div>
<p><span id="more-687"></span>La proiezione è stata preceduta dall’intervento degli studenti del Liceo Classico &#8220;Marco Minghetti&#8221; di Bologna. I ragazzi hanno presentato al pubblico alcuni dei brani tratti dal loro progetto di scrittura collettiva, realizzato a partire dalla lettura della raccolta di memorie di richiedenti asilo “Tutta la vita in un foglio”, curata da Lai-momo all’interno del progetto di comunicazione dello SPRAR, <em>Bologna cares!</em>. Il tema del progetto è quello della fuga, della migrazione e dei profughi: gli studenti hanno, infatti, messo a confronto le storie dei richiedenti asilo e quella di Enea, fuggito dalla sua città a seguito della guerra. Lo stesso desiderio di quell’uomo immaginario e senza nome che, nel racconto dei ragazzi, si fa testimone di tutte le storie reali di migrazione, fra dolore e speranza.</p>
<p>A seguito della proiezione del documentario, la serata si è trasferita negli spazi del Loft del Kinodromo, con un aperitivo e una selezione musicale a cura di Folilà, il programma ospitato da Radio Frequenza Appennino. I dj della serata erano Demba, Bira e Modou, richiedenti asilo ospitati nel Distretto di Porretta Terme, ma anche radioamatori e conduttori del programma, che nell’ultima stagione ha trasmesso settimanalmente musica scelta e presentata dagli ospiti dell’accoglienza.</p>
<div id="attachment_689" style="width: 635px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2016/10/DSC_8727.jpg"><img class="wp-image-689 size-large" src="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2016/10/DSC_8727-1024x683.jpg" alt="dsc_8727" width="625" height="416" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Lai-momo</p></div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Anche i richiedenti asilo alla polentata pro-terremotati di Lama di Reno</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Aug 2016 12:59:47 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_677" style="width: 635px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2016/08/Foto-articolo_2mod.jpg"><img class="wp-image-677 size-large" src="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2016/08/Foto-articolo_2mod-1024x560.jpg" alt="Foto di Lai-momo" width="625" height="341" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Lai-momo</p></div>
<p>Polenta con ragù o stracchino. E un bicchiere di vino, per stare insieme. A Lama di Reno, frazione di Marzabotto, come in tanti altri comuni d’Italia, il volontariato si è mobilitato per le vittime del terremoto e l’organizzazione di una polentata è stato il modo più naturale. Anche i richiedenti asilo ospitati nel Centro di Accoglienza gestito da coop. Lai-momo hanno partecipato, con un contributo della cooperativa per le polente, ma anche con una piccola somma offerta personalmente da loro. “E’ poco, lo sappiamo, in confronto alla tragedia che ha colpito tanti cittadini italiani”, hanno detto, quasi scusandosi, nel consegnarla all’assessora ai Servizi Sociali del Comune.<span id="more-675"></span></p>
<p>Invece questo gesto è stato importante, così come questo incontro. Per gli organizzatori del centro sportivo, che sono andati al tavolo per informarli che il centro è aperto e illuminato tutte le sere fino a fine settembre, e invitandoli ad andare a giocare nei campetti di basket e pallavolo. Per i cittadini, che, passando, hanno scambiato con loro qualche parola, un saluto, in tutta naturalezza. Per i richiedenti asilo, che erano particolarmente contenti e coinvolti dallo spirito della serata, complice una polenta davvero buona.</p>
<p>“Siamo contenti perché, da quando siamo a Lama, è la prima volta che partecipiamo a una festa del paese”, ha commentato uno di loro in un discreto italiano, nonostante sia in Italia da soli 5 mesi. Un passo in più verso la conoscenza reciproca.</p>
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		<title>Bologna cares! La campagna per l’accoglienza approda in centro città</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jun 2016 14:05:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, la campagna di comunicazione del progetto SPRAR del Comune di Bologna, Bologna cares!, è arrivata nelle strade e nelle piazze della città. Protagonisti della campagna sono Abdou ed Emilia, i due personaggi ideati da Bloomik e Lai-momo per il video “Accoglienza: una scelta positiva”. Il messaggio della campagna<a class="moretag" href="https://www.givemeshelter.it/bologna-cares-la-campagna-per-laccoglienza-approda-in-centro-citta/"> Read the full article...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="625" height="352" src="https://www.youtube.com/embed/XcXTqYlyJy4?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, la campagna di comunicazione del progetto <a title="SPRAR" href="http://www.sprar.it/" target="_blank">SPRAR</a> del Comune di Bologna, Bologna cares!, è arrivata nelle strade e nelle piazze della città. Protagonisti della campagna sono Abdou ed Emilia, i due personaggi ideati da <a href="http://www.bloomik.com/bloomik_fix_eng/index.php">Bloomik</a> e <a href="http://www.laimomo.it/a/index.php/it/">Lai-momo</a> per il video “Accoglienza: una scelta positiva”. <span id="more-658"></span>Il messaggio della campagna è il beneficio che l’accoglienza porta non solo al richiedente asilo, ma anche alla società che lo ospita: un migrante che, arrivato in Italia, trova chiusura e rifiuto avrà molte più possibilità di sprofondare nella povertà e nella microcriminalità. L’accoglienza, invece, fornisce un supporto abitativo, legale e sanitario, sostiene l&#8217;apprendimento della lingua italiana e favorisce i percorsi di istruzione e di inserimento nel nostro tessuto sociale, culturale e lavorativo. Alla fine del percorso di accoglienza, Abdou ha acquisito gli strumenti per una sua autonomia: un lavoro, una casa e una vicina di casa che aiuta con la tecnologia.</p>
<p>Il video, diffuso a partire da lunedì 20 giugno, è stato proiettato per la prima volta in piazza Maggiore, subito prima del film della rassegna “Sotto le stelle del cinema” di fronte a una piazza piena di bolognesi; è stato inoltre mostrato il 23 giugno in occasione dell’inaugurazione dell’Arena Puccini, prima del film “Fuocoammare” di Gianfranco Rosi.</p>
<p>Tra le altre iniziative previste in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato segnaliamo anche la mostra fotografica “Home sweet home”, inaugurata domenica 19 giugno presso le serre dei giardini Margherita, che mostra foto scattate all’interno di una struttura SPRAR gestita dall’<a href="http://www.mondodonna-onlus.it/">Associazione MondoDonna Onlus</a>, la serata Gastronomade curata da <a href="http://www.cantierimeticci.it/">Cantieri Meticci</a> e la presentazione del <a href="http://www.progettovesta.com/">Progetto Vesta</a> nel tardo pomeriggio di mercoledì 22 giugno.</p>
<div id="attachment_660" style="width: 654px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2016/06/LOCANDINE-AUTOBUS.jpg"><img class=" wp-image-660" src="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2016/06/LOCANDINE-AUTOBUS.jpg" alt="Foto di Lai-momo" width="644" height="429" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Lai-momo</p></div>
<p>La campagna Bologna cares! non si limita però a questo: nei prossimi mesi, protagonista sarà lo sport come strumento di integrazione. Saranno prodotti video su questo tema e un numero della rivista Africa e Mediterraneo. Nel frattempo, in collaborazione con Tper, troverete Abdou ed Emilia sugli autobus bolognesi, in locandine appositamente realizzate per sensibilizzare la cittadinanza. Infine, nel sito di <em><a href="http://www.bolognacares.it/">Bologna cares!</a> </em>potete trovare le infografiche con i dati sull’accoglienza a Bologna.</p>
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		<title>Hi Here: la app che dà voce ai richiedenti asilo</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Mar 2016 09:42:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Martina Manara, una giovane ricercatrice parmigiana della London School of Economics, ha condotto una ricerca presso i centri di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati del sud Italia durante l&#8217;estate del 2015. Ad affiancarla nel lavoro sul campo Caterina Pardò, architetto di Trento. Dall&#8217;analisi degli aspetti critici dell&#8217;accoglienza riscontrati dalle studiose è nata l&#8217;idea di<a class="moretag" href="https://www.givemeshelter.it/hi-here-la-app-che-da-voce-ai-richiedenti-asilo/"> Read the full article...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/KDYrLbeDu5k" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe><br />
Martina Manara, una giovane ricercatrice parmigiana della <a href="http://www.lse.ac.uk/home.aspx" target="_blank">London School of Economics</a>, ha condotto una ricerca presso i centri di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati del sud Italia durante l&#8217;estate del 2015. Ad affiancarla nel lavoro sul campo Caterina Pardò, architetto di Trento. Dall&#8217;analisi degli aspetti critici dell&#8217;accoglienza riscontrati dalle studiose è nata l&#8217;idea di realizzare <a href="http://www.hihere.eu/it/homep/" target="_blank">Hi Here</a>, una App che faciliti il processo di inclusione sociale dei migranti.<span id="more-587"></span></p>
<p>Come? Permettendo loro di ricostruire legami sociali interrotti, informandoli riguardo alla legislazione e alla burocrazia in materia di asilo, mettendoli in diretto contatto con le ONG che si trovano nelle vicinanze, ma soprattutto dando loro l&#8217;opportunità di fare sentire la propria voce. I richiedenti asilo possono infatti dare un voto, scrivere commenti e postare foto dei centri di accoglienza nei quali sono ospitati fornendo così un monitoraggio dal basso.</p>
<p>Il team di <a href="http://www.hihere.eu/it/homep/" target="_blank">Hi Here</a> avrà un accesso sicuro e controllato a questi dati e produrrà report scritti misurando la soddisfazione dei richiedenti asilo riguardo al Sistema Nazionale di Protezione. I report saranno messi a disposizione di tutte le organizzazioni interessate a monitorare e migliorare il sistema di accoglienza. Inoltre tutta la popolazione (non soltanto i richiedenti asilo e i rifugiati) potrà scaricare <a href="http://www.hihere.eu/it/homep/" target="_blank">Hi Here</a> e avere accesso ad alcune sezioni della App, come la bacheca delle ONG e la sezione informativa, per raccogliere personalmente informazioni sul funzionamento dell’accoglienza.</p>
<p>E&#8217; possibile sostenere la campagna di raccolta fondi per la realizzazione di <a href="http://www.hihere.eu/it/homep/" target="_blank">Hi Here</a> su <a href="https://www.indiegogo.com/projects/help-us-to-make-hi-here-app-a-reality#/" target="_blank">Indiegogo</a>.</p>
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		<title>RefAid, la app solidale rivolta ai richiedenti asilo</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Mar 2016 10:49:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il settore delle ICT (Information and communication technologies) è molto sensibile alle criticità che vivono quotidianamente i richiedenti asilo e i rifugiati. Allo stesso tempo le organizzazioni di aiuto si rendono conto di quanto le nuove tecnologie dell&#8217;informazione possano fornire un valido ausilio. Così è nata RefAid, una app gratuita che tramite la geo-localizzazione aiuta<a class="moretag" href="https://www.givemeshelter.it/refaid-la-app-solidale-rivolta-ai-richiedenti-asilo/"> Read the full article...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2016/03/intro_screen.png"><img class="aligncenter  wp-image-581" src="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2016/03/intro_screen.png" alt="intro_screen" width="273" height="533" /></a></p>
<p>Il settore delle ICT (Information and communication technologies) è molto sensibile alle criticità che vivono quotidianamente i richiedenti asilo e i rifugiati. Allo stesso tempo le organizzazioni di aiuto si rendono conto di quanto le nuove tecnologie dell&#8217;informazione possano fornire un valido ausilio. Così è nata <a href="http://refugeeaidapp.com/" target="_blank">RefAid</a>, una app gratuita che tramite la geo-localizzazione aiuta i richiedenti asilo e i rifugiati a trovare i servizi di cui hanno bisogno.<span id="more-578"></span></p>
<p>L&#8217;app è stata creata da <a href="http://trellyz.com/#about" target="_blank">Trellyz</a>, una compagnia privata britannica, diretta da Shelley Taylor. Taylor è un&#8217;imprenditrice del digitale che vive a Londra, ma è nata e cresciuta nella Silicon Valley. In un&#8217;intervista rilasciata a <a href="http://www.tpi.it/mondo/italia/lanciata-una-nuova-app-che-aiuta-i-rifugiati-a-trovare-i-servizi-loro-dedicati" target="_blank">TPI</a> dichiara che come americana si sente propensa ad aiutare i migranti in quanto oggi il 25 % della popolazione americana è composto da migranti o figli di migranti. In un&#8217;altra intervista rilasciata a <a href="http://www.repubblica.it/solidarieta/immigrazione/2016/02/15/news/le_app_per_rifugiati-133461735/" target="_blank">Redattore sociale</a> dichiara che l’aggravarsi della crisi sta mettendo in discussione i metodi tradizionali di erogazione degli aiuti ed è qui che la tecnologia può aiutare.</p>
<p>Ecco quindi che l&#8217;app <a href="http://refugeeaidapp.com/" target="_blank">RefAid</a> punta a raccogliere un database delle organizzazioni di aiuto grandi e piccole a cui gli utenti possono rivolgersi in base alla loro vicinanza geografica e al tipo di servizio erogato. Per ora il territorio coperto dall&#8217;app è solo quello del Regno Unito e dell&#8217;Italia. In entrambi i paesi diverse grandi Ong come la Croce Rossa (<a href="http://www.redcross.org.uk/" target="_blank">British Red Cross</a> e <a href="https://www.cri.it/home" target="_blank">Croce Rossa Italiana</a>) e <a href="http://www.savethechildren.it/" target="_blank">Save the Children</a> hanno aderito e inserito i loro servizi. Altri attori del sociale coinvolti in Italia sono l&#8217;<a href="http://www.arci.it/" target="_blank">Arci</a>, il <a href="http://www.cir-onlus.org/" target="_blank">Consiglio Italiano per i rifugiati (Cir)</a>, il <a href="http://centroastalli.it/" target="_blank">Centro Astalli</a> e alcune Caritas locali.</p>
<p>Il progetto di <a href="http://refugeeaidapp.com/" target="_blank">RefAid</a> è ancora in divenire e più organizzazioni aderiranno alla piattaforma, maggiore sarà l’aiuto fornito ai migranti.</p>
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		<title>L&#8217;Orso d&#8217;oro a Fuocoammare</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Mar 2016 09:30:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Fuocoammare, il docufilm di Gianfranco Rosi sul dramma dei migranti che tentano di sbarcare a Lampedusa, ha vinto l&#8217;Orso d&#8217;oro al Festival di Berlino. Il regista ha soggiornato sull&#8217;isola per più di un anno per immergersi completamente nella realtà del posto e per poterla ritrarre. E&#8217; rimasto estremamente affascinato dalla generosità dei lampedusani e li<a class="moretag" href="https://www.givemeshelter.it/lorso-doro-a-fuocoammare/"> Read the full article...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/uRPBH3LC4aU" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe><a href="http://www.repubblica.it/spettacoli/cinema/2016/02/20/news/berlino_l_orso_d_oro_per_il_miglior_film_straniero_va_a_gianfranco_rosi-133859570/" target="_blank">Fuocoammare</a>, il docufilm di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gianfranco_Rosi_(regista)" target="_blank">Gianfranco Rosi</a> sul dramma dei migranti che tentano di sbarcare a Lampedusa, ha vinto l&#8217;Orso d&#8217;oro al <a href="https://www.berlinale.de/en/HomePage.html" target="_blank">Festival di Berlino</a>. Il regista ha soggiornato sull&#8217;isola per più di un anno per immergersi completamente nella realtà del posto e per poterla ritrarre. E&#8217; rimasto estremamente affascinato dalla generosità dei lampedusani e li ha omaggiati quando ha ritirato il premio dichiarando: &#8220;Dedico questo lavoro ai lampedusani che mi hanno accolto e hanno accolto le persone che arrivavano. È un popolo di pescatori e i pescatori accolgono tutto ciò che arriva dal mare. Questa è una lezione che dobbiamo imparare&#8221;.</p>
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		<title>I Massive Attack e la crisi dei rifugiati: le foto di Duley nel tour della band inglese</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2016 11:09:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il duo inglese dei Massive Attack, pionieri del genere trip hop negli anni &#8217;90 e da sempre impegnati in tematiche sociali, ha da poco iniziato un nuovo tour che li porterà nelle principali città europee. Per il loro nuovo spettacolo la band ha deciso di collaborare con il fotografo Giles Duley, che negli ultimi due anni<a class="moretag" href="https://www.givemeshelter.it/i-massive-attack-e-la-crisi-dei-rifugiati-le-foto-di-duley-nel-tour-della-band-inglese/"> Read the full article...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_557" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2016/02/Martin_Terber_interna.jpg"><img class="size-full wp-image-557" src="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2016/02/Martin_Terber_interna.jpg" alt="Foto di Martin Terber" width="600" height="400" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Martin Terber</p></div>
<p>Il duo inglese dei Massive Attack, pionieri del genere trip hop negli anni &#8217;90 e da sempre <a href="http://www.theguardian.com/music/2016/jan/29/massive-attack-someone-ready-to-bash-head-in-tour" target="_blank">impegnati in tematiche sociali</a>, ha da poco iniziato un <a href="https://www.facebook.com/massiveattack/events" target="_blank">nuovo tour</a> che li porterà nelle principali città europee.</p>
<p>Per il loro nuovo spettacolo la band ha deciso di collaborare con il fotografo Giles Duley, che negli ultimi due anni ha <a href="http://donate.unhcr.org/international/massiveattack" target="_blank">documentato per l&#8217;UNHCR </a>le rotte dei rifugiati, scattando ritratti di persone fuggite dalla  Siria e arrivate in Libano, nelle isole greche e a Calais. Durante lo spettacolo le immagini del fotografo verranno proiettate su grandi schermi a led.</p>
<p>In una recente <a href="https://youtu.be/rU1nILTQ7Bg" target="_blank">intervista a Channel 4</a> la band ha dichiarato che la risposta che gli europei sapranno dare alla crisi dei rifugiati sarà quello che li definirà agli occhi delle generazioni future.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/rU1nILTQ7Bg" width="540" height="305" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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		<title>L&#8217;accoglienza dei richiedenti asilo a Bologna</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Dec 2015 08:32:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Raccontare l&#8217;accoglienza dal punto di vista di chi la fa e di chi ne usufruisce, con tutte le sue criticità, senza nasconderne le falle, ma con la volontà di fare bene e di fare meglio. Partendo da un confronto. E&#8217; quanto racchiuso nel volume L&#8217;accoglienza dei richiedenti asilo &#8211; Voci operatori e ospiti con un Vademecum<a class="moretag" href="https://www.givemeshelter.it/laccoglienza-dei-richiedenti-asilo-a-bologna/"> Read the full article...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2015/12/lai-momo-accoglienza-cover.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-511" src="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2015/12/lai-momo-accoglienza-cover.jpg" alt="lai-momo-accoglienza-cover" width="613" height="888" /></a></p>
<p class="p1"><span class="s1">Raccontare l&#8217;accoglienza </span><span class="s2">dal punto di vista di</span><span class="s1"> chi la fa e </span><span class="s2">di</span><span class="s1"> chi ne usufruisce, con tutte le sue criticità, senza </span>nasconderne le falle, ma con la volontà di fare bene e di fare meglio. Partendo da un confronto. E&#8217; quanto racchiuso nel volume L&#8217;accoglienza dei richiedenti asilo &#8211; Voci operatori e ospiti con un Vademecum Giuridico, presentato Ieri all&#8217;<a href="http://ateliersi.it/si/" target="_blank">Atelier Sì</a>. <span class="s1">La pubblicazione è </span><span class="s2">realizzata</span><span class="s1"> nell&#8217;ambito di <a href="http://www.bolognacares.it/" target="_blank">Bologna cares!</a>, la campagna di comunicazione del </span><span class="s2">S</span><span class="s1">istema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR) del Comune di Bologna realizzat</span><span class="s2">o</span><span class="s1"> da </span><a href="http://www.aspbologna.it/" target="_blank">ASP Città di Bologna</a>, Consorzio L&#8217;Arcolaio, <a href="http://www.laimomo.it/a/index.php/it/" target="_blank">Lai-momo, soc. coop.</a>, <a href="http://www.mondodonna-onlus.it/" target="_blank">Associazione MondoDonna onlus</a> e <a href="http://wp.coopcamelot.org/" target="_blank">Camelot Officine Cooperative</a>. <span class="s1">Il volume è realizzato in collaborazione con </span><span class="s2"><a href="http://www.asgi.it/" target="_blank">Associazione studi giuridici per l’immigrazione (ASGI)</a> ed è </span>strutturato in quattro parti. <span id="more-509"></span>La prima raccoglie testi di richiedenti asilo, ospiti nelle strutture di accoglienza del territorio bolognese, che hanno raccontato il loro punto di vista sul sistema dell’accoglienza. Nella seconda gli enti gestori riportano la loro esperienza di accoglienza: gli approcci, le sfide, le difficoltà. I numeri dell’accoglienza a Bologna e in Italia, rappresentati in info-grafiche, costituiscono la terza parte, mentre l’ultima è costituita da un Vademecum giuridico in cui sono spiegati i termini dell’accoglienza e gli iter burocratico-giuridici per la richiesta di asilo.</p>
<p class="p1">Ecco alcuni stralci tratti dal volume:</p>
<p>All’inizio era molto difficile per me come per tutti, ma dopo tre mesi ho cominciato a capire le cose piano piano e poi ho cominciato a frequentare la biblioteca, a fare i compiti in italiano che per me rappresentavano l’unica soluzione per l’integrazione (richiedente asilo ivoriano).</p>
<p>Nel campo ogni persona ha il tempo per fare pulizia. Abbiamo una scheda di pulizia per cucina, soggiorno e bagno che dobbiamo fare. Questo è bene e importante perché ogni persona deve imparare ad avere responsabilità. <span style="line-height: 1.71429; font-size: 1rem;">Ma cosa va male? Vivere due o più persone che non hanno la stessa cultura e non sanno vivere insieme (r</span>ichiedente asilo iraniano).</p>
<p>Vista l’organizzazione dello SPRAR, che è probabilmente la prima forma di accoglienza che si è giocata in stretto contatto con i territori, i cittadini si trovano ad avere come vicini di casa ragazzi, adulti e famiglie di origini molto diverse dalle loro, che mai avrebbero avuto la possibilità di incontrare. (…) L’accoglienza si realizza tra le persone e può, essa stessa, produrre una cultura dell’accettazione, come minimo, ma anche quella cultura della solidarietà che nella nostra città deve essere forse ricostruita (introduzione di Amelia Frascaroli, Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Bologna).</p>
<p>Nell’ultimo anno si è assistito a un aumento esponenziale di casi sanitari, soprattutto di persone in forte disagio psicologico che faticano a trovare una risposta alla propria sofferenza, in ragione di un sistema sanitario nazionale debole ad affrontare le patologie psichiche presentate da soggetti appartenenti ad altre culture (testo di Asp Città di Bologna).</p>
<p>È necessario leggere sempre il contesto in cui si fa accoglienza, le sue modificazioni, le opportunità e le criticità che presenta, ricordare che non esiste una graduatoria di “disagio” in cui il posto privilegiato è quello dei richiedenti asilo, ma che nel lavorare per migliorare il loro benessere è necessario, di pari passo, fare del proprio meglio per migliorare il benessere di tutti (testo di Lai-momo soc. coop.).</p>
<div id="attachment_517" style="width: 602px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2015/12/886277_882187395228440_2028485082644996302_o.jpg"><img class=" wp-image-517" src="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2015/12/886277_882187395228440_2028485082644996302_o.jpg" alt="Foto di Lai-momo" width="592" height="598" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Lai-momo</p></div>
<div id="attachment_521" style="width: 606px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2015/12/12390831_882188995228280_1397475271375370036_n.jpg"><img class=" wp-image-521" src="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2015/12/12390831_882188995228280_1397475271375370036_n.jpg" alt="Foto di Lai-momo" width="596" height="397" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Lai-momo</p></div>
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		<title>Urban Refugees, la piattaforma online per migranti</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2015 08:41:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dove vivono i rifugiati? Dove trovano riparo? Sicuramente nei grandi campi profughi che raccolgono migliaia di persone in tende e alloggi temporanei allestiti dalle ONG e dall’UNHCR. Ultimamente però, sempre più rifugiati si spostano nei centri urbani, sicuri di trovare in città condizioni di vita migliori e soprattutto maggiori opportunità di inserimento sociale e quindi<a class="moretag" href="https://www.givemeshelter.it/urban-refugees-la-piattaforma-online-per-migranti/"> Read the full article...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_502" style="width: 644px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2015/12/Urban-Refugees_Foto-di-Picturepest.jpg"><img class=" wp-image-502" src="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2015/12/Urban-Refugees_Foto-di-Picturepest.jpg" alt="Foto di Picturepest" width="634" height="423" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Picturepest</p></div>
<p>Dove vivono i rifugiati? Dove trovano riparo? Sicuramente nei grandi campi profughi che raccolgono migliaia di persone in tende e alloggi temporanei allestiti dalle ONG e dall’UNHCR. Ultimamente però, sempre più rifugiati si spostano nei centri urbani, sicuri di trovare in città condizioni di vita migliori e soprattutto maggiori opportunità di inserimento sociale e quindi di lavoro. La piattaforma <a href="http://urban-refugees.org/" target="_blank">Urban Refugees</a> si pone proprio l’obiettivo di formare e supportare le capacità organizzative, di gestione e di comunicazione interna delle comunità di migranti che abitano nelle nostre città. Lo scopo è fare fronte ai problemi di discriminazione e isolamento nei confronti degli emigrati e permettere loro di auto-organizzarsi e far valere la propria voce.</p>
<p class="p1"><a href="http://urban-refugees.org/#what-we-do" target="_blank">Urban Refugees</a> è nata in Francia nel 2012. Si tratta di un network di organizzazioni internazionali distribuite in una quarantina di paesi in tutto il mondo e che fanno capo ai due uffici di riferimento di Parigi e di New York.</p>
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		<title>Carterro, la comunicazione geo-localizzata</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2015 10:34:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I migranti hanno pochi mezzi per pianificare il proprio viaggio verso l&#8217;Europa e “viaggio” non è nemmeno la parola più adeguata per descrivere quella che molto spesso è una fuga, uno spostamento forzato e quindi difficilmente programmabile. Ora però è arrivato uno strumento nuovo di cui servirsi. Si tratta di Carterro, un&#8217;applicazione personalizzabile che permette<a class="moretag" href="https://www.givemeshelter.it/carterro-la-comunicazione-geo-localizzata/"> Read the full article...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2015/12/Schermata-2015-12-01-alle-12.05.34.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-498" src="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2015/12/Schermata-2015-12-01-alle-12.05.34.png" alt="Schermata 2015-12-01 alle 12.05.34" width="756" height="737" /></a></p>
<p>I migranti hanno pochi mezzi per pianificare il proprio viaggio verso l&#8217;Europa e “viaggio” non è nemmeno la parola più adeguata per descrivere quella che molto spesso è una fuga, uno spostamento forzato e quindi difficilmente programmabile. Ora però è arrivato uno strumento nuovo di cui servirsi. Si tratta di <a href="http://www.carterro.com/migrant-resources/" target="_blank">Carterro</a>, un&#8217;applicazione personalizzabile che permette di mappare luoghi importanti, segnalare eventi particolari e comunicare con amici e familiari in canali privati.<br />
Bastano pochi passi per utilizzare l’app: creare un nuovo canale, invitare amici e familiari e creare e condividere pins, ovvero icone da postare per aggiornare le mappe che i singoli utenti percorrono di modo da informare gli altri utenti dei servizi presenti in loco.</p>
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