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	<title>Givemeshelter &#187; Laboratori</title>
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	<description>Blog sull&#039;accoglienza dei rifugiati e dei richiedenti asilo</description>
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		<title>Translate, la App creata con un gruppo di richiedenti asilo</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Apr 2015 13:47:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sono bastate 8 lezioni, tenute a distanza dal prof. Alessandro Bogliolo dell’Università di Urbino, per avere il primo risultato del laboratorio di programmazione informatica per richiedenti asilo: Translate, una app di traduzione che permette di inserire contenuti nella propria lingua madre e di tradurli poi in diverse lingue tra cui l’italiano. I ragazzi sono molto fieri<a class="moretag" href="https://www.givemeshelter.it/translate-la-app-creata-con-un-gruppo-di-richiedenti-asilo/"> Read the full article...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_353" style="width: 630px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2015/04/IMG_2386.jpg"><img class=" wp-image-353" src="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2015/04/IMG_2386.jpg" alt="Foto di Kinodromo" width="620" height="413" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Kinodromo</p></div>
<p>Sono bastate 8 lezioni, tenute a distanza dal <a href="http://www.sti.uniurb.it/bogliolo/" target="_blank">prof. Alessandro Bogliolo</a> dell’Università di Urbino, per avere il primo risultato del laboratorio di programmazione informatica per richiedenti asilo: <a href="https://www.youtube.com/watch?v=_JScKyP3_V8" target="_blank">Translate, una app di traduzione</a> che permette di inserire contenuti nella propria lingua madre e di tradurli poi in diverse lingue tra cui l’italiano. <span style="line-height: 1.714285714; font-size: 1rem;">I ragazzi sono molto fieri del loro lavoro e lo hanno presentato con orgoglio martedì sera al </span><a style="line-height: 1.714285714; font-size: 1rem;" href="http://www.kinodromo.org/" target="_blank">Kinodromo</a><span style="line-height: 1.714285714; font-size: 1rem;">, prima della proiezione di </span><a style="line-height: 1.714285714; font-size: 1rem;" href="http://www.chicagogirlfilm.com/" target="_blank">#chicagoGirl, the social network takes on a dictator.</a><span id="more-351"></span></p>
<p>E adesso? Adesso si cerca di trovare i fondi necessari per proseguire l’avventura avvalendosi della collaborazione di programmatori che possano incrementare la app e insegnare ai ragazzi i trucchi del mestiere. Perché l’obiettivo è duplice: da un lato creare un’applicazione funzionale che possa essere utilizzata anche come strumento per l’apprendimento della lingua italiana, dall’altro sviluppare le conoscenze informatiche e digitali dei richiedenti asilo che partecipano al progetto per renderli più competitivi sul mercato del lavoro e maggiormente consapevoli nell’utilizzo delle nuove tecnologie.</p>
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		<title>Un laboratorio di programmazione informatica per richiedenti asilo</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Dec 2014 08:42:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un tavolo, qualche sedia, un computer, un videoproiettore e tanta voglia di imparare; così ha preso il via il laboratorio sperimentale di programmazione informatica organizzato dalla società cooperativa Lai-momo in collaborazione con l’associazione culturale NEUNET, rivolto a un gruppo di richiedenti asilo accolti a Bologna. Le lezioni sono tenute in videoconferenza dal Prof. Alessandro Bogliolo, Coordinatore<a class="moretag" href="https://www.givemeshelter.it/un-laboratorio-di-programmazione-informatica-per-richiedenti-asilo/"> Read the full article...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_251" style="width: 668px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2014/12/Laboratorio-Coding-scura.jpg"><img class=" wp-image-251" src="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2014/12/Laboratorio-Coding-scura-1024x680.jpg" alt="Foto di Nicola Cameruccio" width="658" height="437" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Nicola Cameruccio</p></div>
<p>Un tavolo, qualche sedia, un computer, un videoproiettore e tanta voglia di imparare; così ha preso il via il laboratorio sperimentale di programmazione informatica organizzato dalla <a href="http://www.laimomo.it/a/index.php/it/" target="_blank">società cooperativa Lai-momo</a> in collaborazione con <a href="http://www.neunet.it/it/" target="_blank">l’associazione culturale NEUNET</a>, rivolto a un gruppo di richiedenti asilo accolti a Bologna.</p>
<p>Le lezioni sono tenute in videoconferenza dal <a href="https://www.facebook.com/alessandro.bogliolo.75" target="_blank">Prof. Alessandro Bogliolo</a>, Coordinatore della Scuola di Scienze e Tecnologie dell’Informazione dell’<a href="http://www.uniurb.it/it/portale/index.php?mist_id=0&amp;lang=IT&amp;tipo=IST&amp;page=0" target="_blank">Università di Urbino</a> e Presidente dell’associazione culturale NEUNET, la quale nasce con lo scopo di colmare il divario digitale e promuovere lo sviluppo della società dell&#8217;informazione.</p>
<p>I ragazzi partecipano con entusiasmo, destreggiandosi tra smartphone e pc, seguono le istruzioni che vengono loro date in inglese, giocano, fanno domande. Il laboratorio nasce con il duplice intento di fornire una prima formazione nell’ambito della programmazione informatica e di favorire la socializzazione tra i partecipanti per avviarli a un percorso di <em>empowerment</em> e a una maggiore consapevolezza nell’uso delle tecnologie digitali.</p>
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		<title>Accolti a ritmo di tamburi &#8211; Il laboratorio di percussioni a Villa Angeli</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jul 2014 08:00:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Immaginatevi un parco alberato assolato che circonda una villa a due piani nella provincia di Bologna, pieno di alberi secolari sempreverdi che danno ombra e riparo ai giovani ospiti durante pomeriggi lunghi di un luglio che sembra un poco marzo. Sono rifugiati e richiedenti asilo provenienti da varie regioni dell’Africa sub-sahariana e dal Pakistan, arrivati<a class="moretag" href="https://www.givemeshelter.it/accolti-a-ritmo-di-tamburi-il-laboratorio-di-percussioni-a-villa-angeli/"> Read the full article...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_181" style="width: 632px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2014/07/IMG_0980.jpg"><img class=" wp-image-181" src="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2014/07/IMG_0980.jpg" alt="Foto di Marta Meloni" width="622" height="415" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Marta Meloni</p></div>
<p>Immaginatevi un parco alberato assolato che circonda una villa a due piani nella provincia di Bologna, pieno di alberi secolari sempreverdi che danno ombra e riparo ai giovani ospiti durante pomeriggi lunghi di un luglio che sembra un poco marzo. Sono rifugiati e richiedenti asilo provenienti da varie regioni dell’Africa sub-sahariana e dal Pakistan, arrivati fino a qui da situazioni e luoghi tanto diversi, accolti in una piccola città dell’Emilia e con tanta voglia di riprendere le fila delle loro vite.<span id="more-178"></span></p>
<p>Quando arrivo alla villa, Cico, il percussionista dell’<a title="Associazione Yemacure" href="http://yemacure.com/about/" target="_blank">Associazione Yemacure di Bologna</a>, sta già disponendo in cerchio una ventina di percussioni, tra djembè e tamburi. Ogni postazione ha una sua sedia, recuperata qua e là nel parco e dentro le stanze della villa, pronta ad accogliere suonatori appassionati, esperti e non. “Marta, sei tu?”, mi domanda un uomo di una cinquantina di anni ancora con la tuta da lavoro che mi coglie di sorpresa da dietro le spalle. “Sono io! E tu chi sei?”. Lui è Alberto ed è appena uscito da lavoro per venire qui a Villa Angeli a partecipare al laboratorio di percussioni con i ragazzi rifugiati e richiedenti asilo. Arrivano poi anche Donato, Salvatore, Emanuela, Matteo, Simone, Mauro, Antonella col figlio Marco di nove anni e Simona.</p>
<p>Il cerchio di tamburi è ancora semi vuoto di partecipanti, ma Cico comincia a suonare e, come per magia, iniziano ad avvicinarsi tanti ragazzi della villa, con sguardi che sembrano comunicare a volte timidezza, altre volte, pura curiosità. Si avvicinano al cerchio di tamburi con lentezza, quasi per paura di venire risucchiati da un vortice invisibile. “Do you wanna play?”, faccio io, tentando in ogni modo di incoraggiare gli interessati a sedersi e provare. Risposta tipica: “No, I can’t play. I wanna see”. Lascio fare e continuo a fare un poco di foto, accompagnata dal ritmo dei primi tamburi che suonano. Pian pianino la musica comincia a cambiare l’aria e l’atmosfera del parco, tramutando il clima a tratti diffidente, in un momento di relax, gioia e divertimento. Tanto che alla fine, i venti tamburi non bastano più. Tutti vogliono provare, tutti vogliono scaricare i loro pesi e i loro pensieri battendo con le mani su quei tamburi. Ora la timidezza non c’è più. Nel parco si vedono solo sorrisi, risate e tanta musica.</p>
<p>Il laboratorio di percussioni a Villa Angeli – Sasso Marconi, si è tenuto l’8 e il 15 luglio. È stato realizzato dal maestro Cico, in collaborazione con <a title="Lai-momo" href="http://www.laimomo.it/a/index.php/it/" target="_blank">Lai-momo soc. coop.</a>, <a title="Abantu" href="http://www.coopabantu.it/" target="_blank">Abantu coop. soc.</a> e l’<a title="Africa e Mediterraneo" href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/" target="_blank">Associazione Africa e Mediterraneo</a>. Ringraziamo in maniera infinita la disponibilità, l’entusiasmo, la cura e la gentilezza del maestro Cico, tutti i partecipanti venuti da Bologna e altrove e i ragazzi di Villa Angeli, con la speranza di poter continuare questo magico cerchio sonoro nei prossimi mesi!</p>
<div id="attachment_182" style="width: 615px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2014/07/IMG_0789.jpg"><img class=" wp-image-182" src="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2014/07/IMG_0789.jpg" alt="Foto di Marta Meloni" width="605" height="387" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Marta Meloni</p></div>
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		<title>Laboratorio di percussioni africane</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jun 2014 14:44:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;associazione Africa e Mediterraneo, in collaborazione con Lai-momo e con il prezioso contributo del maestro Cico dell&#8217; Associazione Yemacure di Bologna, darà inizio a breve al laboratorio di percussioni africane nella struttura di Villa Angeli di Pontecchio Marconi, che ospita circa 70 persone fra richiedenti asilo e rifugiati. Il laboratorio è dedicato oltre che ai<a class="moretag" href="https://www.givemeshelter.it/laboratorio-di-percussioni-africane/"> Read the full article...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-160" src="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2014/06/depliant-jpeg.jpg" alt="depliant laboratorio percussioni" width="1165" height="817" /></p>
<p>L&#8217;associazione <a href="http://www.africaemediterraneo.it/" target="_blank">Africa e Mediterraneo</a>, in collaborazione con <a href="http://www.laimomo.it/a/index.php/it/" target="_blank">Lai-momo</a> e con il prezioso contributo del maestro Cico dell&#8217; <a href="http://yemacure.com/about/" target="_blank">Associazione Yemacure</a> di Bologna, darà inizio a breve al laboratorio di percussioni africane nella struttura di Villa Angeli di Pontecchio Marconi, che ospita circa 70 persone fra richiedenti asilo e rifugiati.<span id="more-158"></span></p>
<p>Il laboratorio è dedicato oltre che ai rifugiati e richiedenti asilo, alla cittadinanza tutta: uno spazio creativo in cui imparare a conoscersi vicendevolmente, per favorire il percorso di integrazione sul territorio.</p>
<p>Il corso si terrà nel periodo dal 7 al 18 luglio, per un totale di 4 lezioni da 1 ora e mezza ciascuna. Agli iscritti si chiede un contributo di 8 € a lezione per la copertura delle spese minime. Le iscrizioni scadono il 2 luglio 2014.</p>
<p>Per maggiori informazioni e per indicare le proprie preferenze su orari e giorni, compilare il <a title="form laboratorio percussioni" href="https://docs.google.com/forms/d/1PmE29rUCAGUVA1HhjcOjmMEWonLxv3TepB5Yv5mxs78/viewform" target="_blank">form online</a> o contattare i seguenti indirizzi: s.bruni@africaemediterraneo.it &#8211; m.meloni@africaemediterraneo.it .</p>
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		<title>Laboratorio di fumetto interculturale sui temi della fuga, del viaggio e dell&#8217;emigrare</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jun 2014 07:59:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Secondo Hugo Pratt il fumetto è &#8220;letteratura disegnata&#8221;, ovvero un linguaggio costituito da due codici: quello linguistico e quello grafico, usato prevalentemente a scopi narrativi, cioè per raccontare storie. Con lo stesso intento parte il laboratorio di fumetto rivolto ai richiedenti asilo ospiti nelle varie strutture di accoglienza di Bologna, ma anche ai cittadini italiani,<a class="moretag" href="https://www.givemeshelter.it/laboratorio-di-fumetto-interculturale-sui-temi-della-fuga-del-viaggio-e-dellemigrare/"> Read the full article...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_117" style="width: 642px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2014/06/219494_221745367841891_8188396_o.jpg"><img class=" wp-image-117" src="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2014/06/219494_221745367841891_8188396_o.jpg" alt="Illustrazione di Al' Mata" width="632" height="892" /></a><p class="wp-caption-text">Illustrazione di Al&#8217; Mata</p></div>
<p>Secondo Hugo Pratt il fumetto è &#8220;letteratura disegnata&#8221;, ovvero un linguaggio costituito da due codici: quello linguistico e quello grafico, usato prevalentemente a scopi narrativi, cioè per raccontare storie. Con lo stesso intento parte il laboratorio di fumetto rivolto ai richiedenti asilo ospiti nelle varie strutture di accoglienza di Bologna, ma anche ai cittadini italiani, presso il centro giovanile Il Meloncello, in via Porrettana 1/2, a Bologna.<span id="more-115"></span></p>
<p>I partecipanti saranno guidati nella scrittura di una breve storia ispirata alla loro vicenda personale o al fenomeno dell&#8217;asilo e infine la rappresenteranno su una o due tavole. A tenere il laboratorio e ad aiutare i partecipanti nella realizzazione delle tavole, saranno il fumettista congolese rifugiato in Francia Al&#8217; Mata e lo scrittore/sceneggiatore franco-camerunense Christophe N&#8217;galle Edimo, membri dell&#8217;<a title="L'Afrique Dessinée" href="http://afriquedessinee.over-blog.com/" target="_blank">associazione l&#8217;Afrique Dessinée</a> di Parigi. I fumetti realizzati saranno presentati al pubblico durante il convegno del 21 giugno 2014 che si terrà nella <a title="Biblioteca Salaborsa" href="http://www.bibliotecasalaborsa.it/home.php" target="_blank">Biblioteca Salaborsa</a> e il cui tema sarà: l’Italia e il sistema comune europeo d’asilo.</p>
<p>Il laboratorio è completamente gratuito e si svolgerà dal 17 al 20 giugno 2014 dalle 10:30 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 17:00. Il numero di posti è limitato a un massimo di 15 persone, quindi saranno prese in considerazione le domande di iscrizione in ordine di arrivo. Per iscriversi basta mandare un&#8217;e-mail a <a href="mailto:s.bruni@africaemediterraneo.it">s.bruni@africaemediterraneo.it</a>.</p>
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		<title>Mi ricordo e… provo a scrivere</title>
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		<pubDate>Fri, 16 May 2014 13:47:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Oggi c’è stato il primo incontro del Laboratorio di scrittura dedicato sia ai richiedenti asilo ospiti a Bologna sia ai cittadini bolognesi. Alcuni ragazzi africani si sono trovati con altre partecipanti italiane e con le volontarie AVoC Maria Luisa ed Elisabetta in una luminosa e tranquilla sala studio della Biblioteca Salaborsa di Piazza Maggiore. Dopo<a class="moretag" href="https://www.givemeshelter.it/mi-ricordo-e-provo-a-scrivere/"> Read the full article...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_26" style="width: 609px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2014/05/lab_scrittura.jpg"><img class=" wp-image-26" src="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2014/05/lab_scrittura-1024x682.jpg" alt="foto di Africa e Mediterraneo" width="599" height="399" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Africa e Mediterraneo</p></div>
<p class="p1">Oggi c’è stato il primo incontro del Laboratorio di scrittura dedicato sia ai richiedenti asilo ospiti a Bologna sia ai cittadini bolognesi. Alcuni ragazzi africani si sono trovati con altre partecipanti italiane e con le volontarie AVoC Maria Luisa ed Elisabetta in una luminosa e tranquilla sala studio della <a title="Biblioteca Salaborsa" href="http://www.bibliotecasalaborsa.it/home.php" target="_blank">Biblioteca Salaborsa</a> di Piazza Maggiore. Dopo una prima presentazione reciproca e la spiegazione degli obiettivi e dello spirito del laboratorio, si è cominciato.</p>
<p class="p1">Scrivere sulla propria vita, hanno spiegato le conduttrici, serve a guardare razionalmente il proprio passato, anche se a volte è doloroso, a creare una distanza critica e a “mettere ordine”, attraverso la stesura delle parole sulla pagina. Usare il linguaggio ci costringe a elaborare, e questo ci aiuta e diventare più consapevoli di quello che siamo, quindi ad affrontare il futuro con più forza.<span id="more-22"></span></p>
<p class="p1">I ragazzi hanno fatto un po’ fatica a capire che non era un corso di italiano, che non c’erano giudizi sulla forma, e che il risultato interessante era il contenuto del messaggio. Ma gli stimoli delle animatrici a trattare certi argomenti, semplici ma fondamentali per la vita di ognuno, hanno funzionato e i racconti sono arrivati, eccome sono arrivati.</p>
<p class="p1">Mamadi, Bourama, Issa e gli altri si sono concentrati, hanno appoggiato la penna sul foglio e hanno scritto… Poi, liberamente, chi ha voluto ha letto agli altri: i giochi nel fiume con gli altri bambini, il lavoro nei campi &#8211; faticoso ma redditizio per la vita della famiglia -, il rapporto con gli animali da allevamento da accudire e nutrire, la tradizione di suonare i grandi tamburi in ogni ricorrenza del villaggio&#8230; E poi ancora i suoni, gli odori che ritornavano alla memoria.</p>
<p class="p2">Ci saranno altri cinque incontri e alla fine, probabilmente, una lettura. La campagna <a title="Bologna cares!" href="https://www.facebook.com/Bolognacares?ref=hl" target="_blank">“Bologna cares!”</a> sull’accoglienza dei rifugiati a Bologna, all’interno della quale è inserito il laboratorio, ha cominciato a comunicare…</p>
<p>&nbsp;</p>
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