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	<title>Givemeshelter &#187; Diario dell&#8217;accoglienza</title>
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	<description>Blog sull&#039;accoglienza dei rifugiati e dei richiedenti asilo</description>
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		<title>Contaminazioni in Cucina: buon cibo e compagnia al mulino dei Guccini</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2016 08:58:28 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_701" style="width: 635px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2016/11/DSCN8563.jpg"><img class="size-large wp-image-701" src="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2016/11/DSCN8563-1024x768.jpg" alt="Foto di Lai-momo" width="625" height="468" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Lai-momo</p></div>
<p>Una calda giornata di agosto, nella struttura pavanese del Mulino del Chicón, cucina in compagnia e un bel pranzo abbondante: un giorno estivo perfetto non solo per i padroni di casa, Maria Rosa e Silvano, e per i cittadini di Marzabotto, ma anche per Haroon, Dilawar, Manasaf e Riaz, richiedenti asilo di Porretta. Si è infatti svolta a Ferragosto l’ultima giornata in ordine di tempo prevista dal progetto “Contaminazioni in Cucina”, sviluppato da Lai-momo con la partecipazione della Banca del Tempo, del Gruppo Ambiente, della Consulta del Volontariato e del Gruppo di Acquisto Solidale di Marzabotto-Monte Sole (Gasbotto). L’obiettivo, accorciare le distanze tra i cittadini di Marzabotto e i richiedenti asilo ospiti delle strutture di Lama di Setta e Porretta, nella convinzione (molto italiana, ma non solo) che passare un po’ di tempo a tavola insieme sia la strada più veloce per la conoscenza reciproca. E la conoscenza reciproca, come sappiamo, abbatte paure e pregiudizi.</p>
<p>Il progetto è partito presso un’abitazione privata, passando poi per l’Associazione Caracola di Luminasio, con la partecipazione della Vicesindaca di Marzabotto Valentina Cuppi che si è cimentata nella preparazione di pane tipico pakistano (<em>chapati</em>). Le attività hanno coinvolto richiedenti asilo sia pakistani e bengalesi che provenienti dall’Africa sub-sahariana. Alla cucina degli ospiti, con ingredienti acquistati sia in negozi del territorio che in punti vendita etnici di Bologna, si accompagnavano i piatti italiani portati dai volontari, che spesso hanno contribuito con torte ed altri dolci. I costi degli ingredienti, scelti dagli ospiti stessi, venivano poi coperti dai partecipanti e membri dell’associazionismo. Questo quinto incontro, ultimo nel tempo ma non inteso come chiusura del progetto, si è quindi svolto al Mulino tanto caro a Francesco Guccini e all’Appennino tosco-emiliano, con una contaminazione di cucina italiana e pakistana.</p>
<div id="attachment_703" style="width: 635px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2016/11/DSCN8542.jpg"><img class=" wp-image-703" src="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2016/11/DSCN8542-1024x870.jpg" alt="Foto di Lai-momo" width="625" height="531" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Lai-momo</p></div>
<p>Si è partiti alle 10:00, perché la preparazione sarebbe stata lunga: riso, pollo, zenzero e spezie, per un piatto di <em>pulau</em> semplice da preparare anche nei pentoloni del fornello da giardino, accompagnato dalla salsa Raita fatta con i peperoncini, l’aglio e lo yogurt. Ancora, si è preparato uno stufato di <em>okra</em> e pomodori, corredato di pane <em>chapati</em> impastato e cotto sul momento e salsa <em>chutney</em> con “pochi” (tantissimi) peperoncini. Alla cucina dei piatti pakistani si è accompagnato un “workshop” sul pesto, che gli ospiti hanno imparato a preparare con il basilico fresco dell’orto e che è stato poi servito in un bel piatto di trenette, e la visita al vecchio mulino. A chiudere il tutto, una buona fetta di torta: non stupisce che il pranzo si sia dilungato fino alle 16.00, o che abbia riscosso tanto successo da aver portato alla luce una serie di nuove idee: un ricettario, una serata di approfondimento sul viaggio in Pakistan che alcuni dei commensali avevano compiuto e, naturalmente, la promessa di cucinare ancora una volta insieme.</p>
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		<title>I ragazzi di terza media incontrano i richiedenti asilo</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jun 2016 07:40:32 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_668" style="width: 635px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2016/06/20160517_101115.jpg"><img class="wp-image-668 size-large" src="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2016/06/20160517_101115-1024x768.jpg" alt="20160517_101115" width="625" height="468" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Lai-momo</p></div>
<p>Un martedì mattina come gli altri presso le aule della Scuola Medie di Vergato, ma non proprio come tutti gli altri perché nell’ora di francese al posto della solita professoressa Mariateresa Verderame, gli insegnanti sono quattro richiedenti asilo provenienti dal Mali e dalla Costa d’Avorio. Scelti per il loro buon livello di italiano e il loro ottimo francese, sono loro a condurre la lezione (con la collaborazione della professoressa di francese, di italiano, di due operatori Lai-momo e con la presenza iniziale della vice-sindaco del Comune). <span id="more-666"></span>La lezione inizia con una presentazione in francese, in cui Bakary (uno dei richiedenti asilo) parla fin troppo velocemente per il livello della classe, a cui fa seguito Hamakan (altro richiedente) che precisa: “Se non avete capito qualcosa, oggi siamo qui per aiutarvi”. Dopo di lui Bira, che normalmente soffre di balbuzie, in questa occasione, calato nel ruolo di professore, non ha mai tentennato, mentre Amidou preferisce stemperare il primo imbarazzo con una presentazione in italiano (cosa che gli riesce meglio che in francese dopo averla ripetuta per innumerevoli volte ai corsi di italiano).</p>
<p>Questo incontro è stato preceduto da due ulteriori incontri: uno fra la professoressa Verderame e i ragazzi richiedenti asilo per conoscersi e programmare l’intervento in classe, e un secondo incontro fra il coordinatore dell’accoglienza della Lai-momo soc. coop., Adriano Mastroddi, e tutti gli studenti delle classi terze per spiegare come funziona l’accoglienza diffusa a Vergato e nei comuni limitrofi, e chi sono i ragazzi richiedenti asilo che di lì a pochi giorni sarebbero andati a trovarli a scuola.</p>
<p>Per rompere il ghiaccio e per non passare a domande scomode sulla vita privata, la lezione è incentrata sulla musica: si ascolta insieme un breve estratto della trasmissione Radio “Folilà”, durante la quale è Hamakan stesso a presentare una delle sue canzoni preferite: “Vien Voir” di Tiken Jah Fakoly. Quest’ultima è il tema attorno al quale si sviluppa la prima lezione. Dopo averla ascoltata una volta e visto il video grazie alla lavagna multimediale, i circa quaranta studenti sono suddivisi in quattro sottogruppi, ognuno gestito da un <em>professore madrelingua</em>, ovvero un ragazzo richiedente asilo, che aiuta nella traduzione del testo. Sul foglio gli studenti scrivono le parole dell’ivoriano Tiken Jah Fakoly:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Vieni a vedere, vieni a vedere</p>
<p>Tu che parli senza sapere</p>
<p>La mia Africa non è quello che ti fanno credere,</p>
<p>Venite nelle nostre famiglie</p>
<p>Vieni nei nostri villaggi</p>
<p>Saprete cosa è l’ospitalità</p>
<p>Il calore, il sorriso, la generosità” […]</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In questo modo, grazie alla musica, l’imbarazzo è superato: da questo momento nei piccoli sottogruppi le domande sorgono spontanee e numerose: “Cosa ti piace mangiare?” , “Giochi a calcio?” ,“Qual è la tua squadra preferita?”.</p>
<div id="attachment_673" style="width: 635px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2016/06/20160517_125806.jpg"><img class="size-large wp-image-673" src="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2016/06/20160517_125806-1024x768.jpg" alt="Foto di Lai-momo" width="625" height="468" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Lai-momo</p></div>
<p>Il ritmo reggae di Tiken Jah fa poi il resto: al secondo e terzo ascolto, i ragazzi si mettono a ballare fra i banchi e a cantare in francese la canzone appena imparata. L’obiettivo atteso è stato centrato: un testo in francese appreso, ma soprattutto una nuova conoscenza diretta, che va ben al di là delle notizie dei telegiornali e dei giornali.</p>
<p>Forti di questo successo iniziale, i quattro ragazzi richiedenti asilo si spostano ora in un’altra aula, dove ad aspettarli sono altre due classi terze medie. Il copione si ripete, ma con molta più scioltezza. Ora la canzone da imparare è del maliano Salif Keita “La difference”, anche questo brano è andato in onda nel programma radiofonico “Folilà” quale scelta personale di un richiedente asilo. Qui si guarda il video del <em>make of </em>della canzone: in cui il cantante spiega il problema dell’albinismo, di cui lui è vittima, e spiega con parole semplici com’ è difficile essere un <em>bianco</em> in una terra di <em>neri</em>. Un’operatrice di Lai-momo legge una notizia apparsa su Amnesty International per rendere participi gli studenti dell’entità del problema in alcuni paesi africani. Poi si passa alle divisioni in sottogruppi e all’analisi del testo della canzone: coadiuvati dai loro <em>tutor</em>, gli studenti traducono nel testo della canzone le parole “ É la differenza che è bella”. La lezione termina con l’ascolto della canzone e la visione del video: si cerca di cantare insieme e poi grandi saluti e sorrisi.</p>
<p>I quattro <em>professori speciali per un giorno</em> lasciano la scuola. Al posto della diffidenza, si è sperimentato com’ è bella la differenza.</p>
<p>Chissà se gli studenti ne parleranno a casa con i loro genitori.</p>
<p>Chissà se inviteranno i richiedenti asilo a giocare a calcetto insieme come avevano proposto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tullia Benati</p>
<p>Operatrice dell’accoglienza Lai-momo</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>*Radio Folilà è una trasmissione di Radio Frequenza Appennino di Marzabotto dove i DJ sono i ragazzi richiedenti asilo. Sono loro a scegliere le musiche da mettere in onda e fare una breve presentazione, coordinati da operatori Lai-momo. Si possono ascoltare tutte le 12 trasmissioni andate in onda in Podcast al seguente indirizzo: <a href="http://www.frequenzappennino.com/audio/folila/">http://www.frequenzappennino.com/audio/folila/</a></p>
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		<title>Sapori in festa, cucine migranti</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jun 2016 08:58:15 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_648" style="width: 600px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2016/05/IMG_2796.jpg"><img class="wp-image-648" src="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2016/05/IMG_2796-1024x768.jpg" alt="IMG_2796" width="590" height="443" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Lai-momo</p></div>
<p>Sono ben pochi coloro che, viaggiando, non abbiano voluto conoscere la cucina del Paese visitato: la cucina è una parte inseparabile di ogni background culturale e mangiare i piatti tipici è uno dei modi più immediati per immergersi in un territorio specifico. Non sorprende, quindi, che alla Festa dei Sapori di Bentivoglio, che quest’anno si è tenuta mercoledì 18 e sabato 21 maggio, abbiano partecipato i quattordici ospiti del CAS che si trova nel Comune del Distretto di Pianura Est. La festa è stata organizzata dal Centro Sociale “Il Mulino”, con il patrocinio del Comune di Bentivoglio. All’interno di questa festa, protagonista è stato lo scambio di piatti tipici provenienti dai quattro angoli del mondo, con cittadini di diverse origini che si sono riuniti a preparare i piatti tipici della loro tradizione.</p>
<p>Quest’anno, anche i richiedenti asilo hanno contribuito in prima persona con un piatto di biryani. Pietanza conosciuta in un gran numero di varianti dall’Iran alle Filippine, il biryani preparato dagli ospiti aveva una base di riso basmati, pollo e una buona quantità di spezie. Il piatto è stato mangiato dagli ospiti e dagli organizzatori, ma anche venduto ai numerosi cittadini di Bentivoglio accorsi alla festa. A fine serata, uno degli ospiti si è unito all’esibizione del gruppo di musicisti marocchini, e ha cantato con l’accompagnamento del violino elettrico.</p>
<p>Non è la prima volta che il Centro Sociale “Il Mulino” coinvolge i richiedenti asilo di Bentivoglio: negli ultimi due anni, i membri del centro si sono impegnati in prima persona nel reperimento di abiti e biciclette, nella conversazione a supporto del corso di italiano e nelle iniziative di inclusione sociale. Di certo, questa è stata una delle occasioni più divertenti: e d’altra parte, l’accoglienza e la conoscenza sono sempre più semplici quando si è seduti insieme intorno a una tavola piena di buon cibo.</p>
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		<title>Tra lavoro e festa, il maggio di Villa Angeli</title>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2016 07:54:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il primo maggio, Festa dei Lavoratori, è stato celebrato da alcuni ospiti di Villa Angeli in collaborazione con la CGIL. Le competenze relative al lavoro artigianale, che molti richiedenti asilo hanno maturato nei loro Paesi d’origine, rimangono anche in Italia un patrimonio utile e da valorizzare: per questo, insieme agli operatori dell’accoglienza, alcuni di loro<a class="moretag" href="https://www.givemeshelter.it/tra-lavoro-e-festa-il-maggio-di-villa-angeli-2/"> Read the full article...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il primo maggio, Festa dei Lavoratori, è stato celebrato da alcuni ospiti di Villa Angeli in collaborazione con la CGIL. Le competenze relative al lavoro artigianale, che molti richiedenti asilo hanno maturato nei loro Paesi d’origine, rimangono anche in Italia un patrimonio utile e da valorizzare: per questo, insieme agli operatori dell’accoglienza, alcuni di loro hanno organizzato un laboratorio sartoriale nelle settimane precedenti il primo maggio. I prodotti finali, che spaziavano da maglie coloratissime, a borse e a cuscini, sono stati presentati in Piazza Nettuno a Bologna.</p>
<div id="attachment_636" style="width: 635px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2016/05/IMG-20160502-WA0002.jpg"><img class="wp-image-636 size-large" src="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2016/05/IMG-20160502-WA0002-1024x768.jpg" alt="Foto di Lai-momo" width="625" height="468" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Lai-momo</p></div>
<p><span id="more-644"></span>Al Cineteatro di Sasso Marconi, invece, la serata musicale del 1 Maggio curata dall&#8217;Associazione Culturale &#8220;Le Nuvole&#8221; è stata aperta dai due ospiti di Villa Angeli che, durante le celebrazioni del 25 Aprile, avevano presentato di fronte alla cittadinanza un discorso sulla libertà. Questo dietro invito del Presidente dell&#8217;Associazione, Danilo Malferrari, che ha richiesto la loro presenza dopo essere stato colpito dal loro intervento sulla Festa della Liberazione.</p>
<p>Questo per quanto riguarda il lavoro. La festa, invece, è stata organizzata e realizzata da undici ospiti insieme ai genitori e ai bambini de “Il Rotolo”. Si tratta di un gruppo composto da genitori che gestiscono autonomamente la catechesi dei loro figli: “Il Rotolo” ha individuato nell’accoglienza il suo tema principale dell’anno, e ha chiesto la possibilità di passare una giornata con alcuni degli ospiti di Villa Angeli. L’incontro è stato un modo di conoscersi e dialogare, non solo attraverso le parole, ma anche con il gioco e la musica. Durante la giornata si è giocato a calcio e al tiro alla fune, si è suonato e ballato. Il momento forse più coinvolgente è stato quello dell’”Albero delle parole”, quando gli ospiti di Villa Angeli hanno letto ai bambini alcune favole della tradizione africana, e i bambini hanno a loro volta letto una loro favola ai richiedenti asilo. Uno scambio sereno, leggero e divertente, ma non per questo meno importante per l&#8217;inserimento nella società di accoglienza.</p>
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		<title>Gli ospiti di Castello d&#8217;Argile e Bentivoglio per la pace e l&#8217;inclusione</title>
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		<pubDate>Wed, 25 May 2016 07:37:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si è parlato di diritti e inclusione lo scorso 7 maggio, alla giornata finale del progetto Pace e diritti umani dell’Unione Reno Galliera e dell’ONG AIFO: a una giornata simile, che ha raccolto autorità locali, associazioni del territorio, cittadini e studenti, non potevano certo mancare gli ospiti dei CAS di Bentivoglio e Castello d’Argile.  La<a class="moretag" href="https://www.givemeshelter.it/gli-ospiti-di-castello-dargile-e-bentivoglio-per-la-pace-e-linclusione/"> Read the full article...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Si è parlato di diritti e inclusione lo scorso 7 maggio, alla giornata finale del progetto Pace e diritti umani dell’Unione Reno Galliera e dell’<a href="http://www.aifo.it/">ONG AIFO</a>: a una giornata simile, che ha raccolto autorità locali, associazioni del territorio, cittadini e studenti, non potevano certo mancare gli ospiti dei CAS di Bentivoglio e Castello d’Argile.  La giornata si è aperta con una marcia per la pace, che da Bentivoglio e Argelato ha portato a San Giorgio di Piano tutti coloro che hanno voluto sostenere l’inclusione delle persone con disabilità. Tra loro, i richiedenti asilo del CAS di Bentivoglio, che tra striscioni e bandiere si sono mescolati ai cittadini per manifestare la loro vicinanza all’iniziativa e ai suoi temi di pace e accoglienza.</p>
<p>Una festa non è completa senza musica: questo lo sanno bene gli ospiti del CAS di Castello d&#8217;Argile, che insieme a due richiedenti asilo ospitati dall’<a href="http://www.mondodonna-onlus.it/">Associazione Mondo Donna</a> hanno dato vita a uno spettacolo musicale nella palestra di San Giorgio di Piano. Il gruppo, seguito dal musicista napoletano Guido Sodo, ha infatti formato un piccolo, ma entusiasta, <em>ensemble </em>musicale, che si riunisce il giovedì pomeriggio da ormai diverse settimane. Accompagnati dalla chitarra di Guido e dai loro tamburi, tamburelli e sonagli, hanno cantato e suonato musica tradizionale africana, in un concerto vivace che si è concluso con applausi, ringraziamenti e la promessa di tornare.</p>
<div id="attachment_613" style="width: 635px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2016/05/MG_2487.jpg"><img class="wp-image-613 size-large" src="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2016/05/MG_2487-1024x682.jpg" alt="Foto di Lai-momo" width="625" height="416" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Lai-momo</p></div>
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		<title>Aprile ad Angeli, sulle vie della Resistenza</title>
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		<pubDate>Tue, 24 May 2016 14:42:52 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_622" style="width: 635px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2016/05/WP_20160417_006.jpg"><img class="wp-image-622 size-large" src="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2016/05/WP_20160417_006-1024x575.jpg" alt="Foto di Lai-momo" width="625" height="350" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Lai-momo</p></div>
<p>Villa Angeli, struttura di accoglienza immersa nel verde della prima zona collinare dell’Appennino bolognese, non occupa solo un’area di particolare bellezza naturale; è anche una zona, quella che circonda Sasso Marconi, ricca di siti storici della II Guerra Mondiale, tra i quali l’Aula della Memoria di Colle Ameno, un borgo settecentesco usato come campo di raccolta e smistamento dalle truppe naziste di occupazione. Il 17 aprile, nell’ambito delle iniziative per la Festa della Liberazione, dieci ospiti di Villa Angeli hanno partecipato alla camminata organizzata, tra gli altri, dall’ANPI di Sasso Marconi e dal <a href="http://medioreno.caibo.it/">CAI Bologna &#8211; Gruppo Medio Reno</a>. I richiedenti asilo di Villa Angeli, dopo essere partiti alle 9.00 dalla Chiesa di Montechiaro, hanno percorso insieme ai cittadini di Sasso Marconi le Colline di Moglio, per arrivare infine al sito della Battaglia di Monte Capra e scendere, infine, al Monumento dei Tre Comuni, che ne commemora i caduti.<span id="more-621"></span></p>
<div id="attachment_623" style="width: 635px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2016/05/IMG_20160425_161350.jpg"><img class="size-large wp-image-623" src="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2016/05/IMG_20160425_161350-1024x768.jpg" alt="Foto di Lai-momo" width="625" height="468" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Lai-momo</p></div>
<p>La partecipazione degli ospiti di Villa Angeli è stata rinnovata il 25 Aprile, Festa della Resistenza e della Liberazione. Un gruppo di ospiti ha infatti partecipato alla staffetta che da Colle Ameno è salita verso la piazza di Sasso Marconi, fermandosi di tanto in tanto per suonare i tamburi che avevano portato con sé. Nel frattempo, nella piazza, due richiedenti asilo stavano già preparando il loro discorso: di fronte alla cittadinanza e alle autorità locali, questi uomini hanno parlato di libertà, traendo spunto sia dalla storia italiana studiata, sia dalle loro esperienze personali di oppressione e persecuzione. “La libertà può essere considerata libertà solo se intera; un pezzo di libertà non è libertà”, ha dichiarato uno di loro. Sono gli stessi valori della Resistenza, un legame di esperienze umane che ci può rendere più vicini a chi ha vissuto sulla propria pelle situazioni che nel nostro Paese sono ormai, per così tanti, soltanto storia.</p>
<div id="attachment_624" style="width: 353px" class="wp-caption aligncenter"><img class="wp-image-624" src="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2016/05/IMG_20160425_165631-582x1024.jpg" alt="IMG_20160425_165631" width="343" height="603" /><p class="wp-caption-text">Foto di Lai-momo</p></div>
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		<title>Deserto e ritorno. La matematica di Robert</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Apr 2016 12:55:04 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_603" style="width: 618px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2016/04/2436033006_03b3ef28f7_o.png"><img class=" wp-image-603" src="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2016/04/2436033006_03b3ef28f7_o.png" alt="Foto di leonardoparada" width="608" height="415" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di leonardoparada</p></div>
<p>Insegnava matematica in una scuola privata di Lomé, capitale del Togo. Quasi quarant’anni nel deserto di un Paese che deruba i giovani e li spinge a partire. Robert si occupa di sua madre e dei fratelli minori che rincorrono gli anni più belli della vita. Non ha i soldi e la stabilità necessaria per sposarsi e avere figli suoi. A quell’età dalle sue parti questa è una sconfitta. Robert ha sentito parlare del cugino di un amico che si trova in Spagna, le cose gli vanno bene e manda soldi alla famiglia, possono studiare tutti e financo la casa è stata rimessa a nuovo e verniciata di fresco. Per completare quanto la scuola gli offre Robert possiede una moto che funge da taxi e con questo mantiene la famiglia. Robert è un matematico e comincia a calcolare i costi e i ricavi dell’operazione. Vende la moto, si indebita con alcuni conoscenti e parte per la Spagna.<span id="more-598"></span></p>
<p>Prende la strada sbagliata e si scopre nel Mali assediato da gruppi ribelli appena dietro Gao. Sborsa i soldi del viaggio in corsia preferenziale per evitare i banditi che appaiono, puntuali, prima di raggiungere l’altra città. Gli portano via quanto aveva messo da parte per la traversata. Avrebbe tentato il mare che separa la Spagna dal Marocco. Altri l’hanno fatto prima di lui e lo faranno anche dopo. Forse arrivano un giorno o forse no. Sono messi in sacchi bianchi cuciti all’orlo, senza nome e numero.</p>
<p>E’ minacciato da un giovane con la barba che gli chiede il nome del libro che porta nella borsa. La bibbia di Robert, assieme al rosario che vi si trova da segnalibro, per poco non gli costa la vita. Il giovane aveva già impugnato il mitra e si diceva pronto a sparare se gli altri compagni non l’avessero fermato in tempo. Questione di attimi migranti.</p>
<p>Le otto ragazze, per la maggior parte ivoriane, sono state isolate in alcune tende per un paio d’ore. Alcune dopo hanno raccontato l’accaduto. Hanno rimpianto per sempre di essere partite per quella strada: violentate dopo aver scoperto i soldi nascosti nelle parti intime. Gli altri erano una quarantina. Giovani del Senegal, Gambia, Nigeria, Guinea e Costa d’Avorio. Mezza Africa Occidentale che mette in vendita i propri giovani per far funzionare il sistema  globale. L’economia di tutti i giorni si chiama informale e fabbrica piccoli mestieri ambulanti.</p>
<p>Robert insegnava matematica e la sera guidava la moto-taxi per mantenere la madre e i fratelli di sangue. Ha perso tutto e lui, con gli altri, sono stati abbandonati nel deserto. Avevano datteri, una piccola riserva d’acqua e nessuna idea su dove si trovassero. Hanno camminato per quattordici giorni nel deserto. Finita l’acqua hanno resistito altri due cercando il confine del mondo. Una luce, di notte, li ha guidati fino all’accampamento delle forze francesi che stazionano nella zona. L’operazione “Serval” si è trasformata in “Barkhane”, la duna mobile. I giovani sono stati condotti e poi affidati al contingente senegalese dell’altra operazione che tutto riassume perché fatta con l’ONU. L’hanno chiamata Operazione “Minusma” e ambisce mettere assieme il Mali disintegrato dal caos che ancora regna nella regione. A Gao sono stati accolti nella casa del migrante e Robert ha finalmente raggiunto Niamey.</p>
<p>In pochi mesi ha perso tutto ma non la bibbia e il rosario da segnalibro. Robert non vuole tornare da sua madre con le mani vuote. Alloggia per ora alla stazione del bus di linea col quale ha viaggiato da Gao. Robert insegnava matematica e da oggi cerca lavoro per rifare i conti con la sua vita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Mauro Armanino, Niamey, aprile 2016</p>
<p>Missionario e giornalista, vive a Niamey dove si occupa di servizi per i migranti e di formazione.</p>
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		<title>Gli ospiti del CAS di Calderara fotografi per un giorno</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2016 10:41:03 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Gruppo Fotografico di Calderara]]></category>
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		<description><![CDATA[A Calderara di Reno è nata quest&#8217;anno l&#8217;idea di celebrare i vent&#8217;anni della rassegna teatrale per bambini &#8216;Piccoli Pianeti&#8217; organizzando una parata carnevalesca per le vie del paese. Quale migliore occasione per gli ospiti del CAS (Centro di accoglienza straordinaria) di Calderara se non quella di parteciparvi! L&#8217;Idea di coinvolgere gli ospiti del Cas è<a class="moretag" href="https://www.givemeshelter.it/gli-ospiti-del-cas-di-calderara-fotografi-per-un-giorno/"> Read the full article...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_564" style="width: 641px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2016/02/calderara.jpg"><img class=" wp-image-564" src="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2016/02/calderara.jpg" alt="Foto di Lai-momo" width="631" height="420" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Lai-momo</p></div>
<p>A Calderara di Reno è nata quest&#8217;anno l&#8217;idea di celebrare i vent&#8217;anni della rassegna teatrale per bambini &#8216;Piccoli Pianeti&#8217; organizzando una parata carnevalesca per le vie del paese. Quale migliore occasione per gli ospiti del CAS (Centro di accoglienza straordinaria) di Calderara se non quella di parteciparvi! L&#8217;Idea di coinvolgere gli ospiti del Cas è nata dal <a href="http://fotocalderara.wix.com/click" target="_blank">Gruppo Fotografico di Calderara di Reno </a>ed è stata supportata dal Comune. I giovani richiedenti asilo, seguendo le istruzioni date dai fotografi professionisti, hanno scattato centinaia di fotografie per immortalare i diversi momenti della giornata tra i quali la distribuzione delle maschere di carnevale ai bambini delle scuole elementari. Tra le note festose della marching band gli ospiti del CAS hanno ritratto i bambini mentre giocavano e sfilavano lungo il centro del paese. Il desiderio da parte dei fotografi professionisti di trasmettere le proprie conoscenze in tema di fotografia si è rivelato un collante essenziale che ha creato i presupposti per una vera occasione di incontro tra i richiedenti asilo e la cittadinanza.</p>
<div id="attachment_565" style="width: 650px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2016/02/sfilata.jpg"><img class=" wp-image-565" src="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2016/02/sfilata.jpg" alt="Foto di Lai-momo" width="640" height="426" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Lai-momo</p></div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>In gita alla scoperta di Bologna</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2016 10:47:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Accogliere significa aprire la porta di casa e guidare gli ospiti stanza per stanza, farsi conoscere, mostrarsi, parlare di sé. Per questo gli operatori dei CAS (Centri di Accoglienza Straordinaria) di Mezzolara di Budrio, Castello d’Argile e Calderara di Reno hanno organizzato tre gite a Bologna con i ragazzi ospiti nelle strutture. Il tour ha<a class="moretag" href="https://www.givemeshelter.it/in-gita-alla-scoperta-di-bologna/"> Read the full article...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_550" style="width: 608px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2016/01/WEB.jpg"><img class=" wp-image-550" src="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2016/01/WEB.jpg" alt="Foto di Lai-momo" width="598" height="317" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Lai-momo</p></div>
<p>Accogliere significa aprire la porta di casa e guidare gli ospiti stanza per stanza, farsi conoscere, mostrarsi, parlare di sé. Per questo gli operatori dei CAS (Centri di Accoglienza Straordinaria) di Mezzolara di Budrio, Castello d’Argile e Calderara di Reno hanno organizzato tre gite a Bologna con i ragazzi ospiti nelle strutture.<span id="more-548"></span></p>
<p>Il tour ha seguito il seguente percorso: Sala Borsa, Museo della Resistenza, Piazza Maggiore, Comune Centrale, l’ufficio del turismo, la Basilica di San Petronio, il palazzo dell’Archiginnasio, le viuzze del mercato, Piazza Santo Stefano, Corte Isolani, Strada Maggiore, le due Torri, Via Zamboni, il Ghetto Ebraico ed è terminato con un po&#8217; di shopping in via Indipendenza.</p>
<p>Queste gite sono state un&#8217;occasione per spezzare la routine dei ragazzi e solleticare la loro curiosità e la loro voglia di conoscere Bologna e la sua storia. Un primo passo per dare loro la spinta necessaria a muoversi in autonomia e uscire alla scoperta del territorio nel quale si trovano.</p>
<p><a href="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2016/01/web2.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-551" src="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2016/01/web2.jpg" alt="web2" width="584" height="327" /></a></p>
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		<title>Il Natale a Villa Angeli</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Dec 2015 08:57:14 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Natale interculturale]]></category>
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		<description><![CDATA[Venerdì 18 dicembre, sono solo le 11:00 del mattino, ma i richiedenti asilo di Villa Angeli, il Centro di Accoglienza Straordinaria di Pontecchio Marconi (BO), stanno già lavorando ai preparativi per la festa di Natale della sera. L’équipe di sarti si attiva per avere il banchetto di artigianato pronto alle 18:00: mentre due tagliano la stoffa, uno<a class="moretag" href="https://www.givemeshelter.it/il-natale-a-villa-angeli/"> Read the full article...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_528" style="width: 631px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2015/12/IMG_2526.jpg"><img class=" wp-image-528" src="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2015/12/IMG_2526.jpg" alt="Foto di Lai-momo" width="621" height="465" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Lai-momo</p></div>
<p>Venerdì 18 dicembre, sono solo le 11:00 del mattino, ma i richiedenti asilo di Villa Angeli, il Centro di Accoglienza Straordinaria di Pontecchio Marconi (BO), stanno già lavorando ai preparativi per la festa di Natale della sera. L’équipe di sarti si attiva per avere il banchetto di artigianato pronto alle 18:00: mentre due tagliano la stoffa, uno dietro la macchina da cucire confeziona borse, camicie e porta-tabacco colorati e altri ancora preparano sacchetti di lavanda per profumare l’armadio.<span id="more-524"></span></p>
<p>In sala da pranzo operatori e ospiti addobbano i muri attaccando stelle di carta, ghirlande e il logo del centro dipinto da Abib qualche settimana prima: due mani che formano insieme una V e una A, le iniziali di Villa Angeli. Fuori si appendono le ultime decorazioni all’albero di Natale. Alcune di queste sono state realizzate dai sarti della struttura con tessuti africani. In cucina, il cuoco Vincenzo e i suoi aiutanti lavorano senza sosta perché vogliono offrire il meglio agli invitati: lasagne vegetariane, insalata di finocchio e arancia, polpette di ceci e spezie da accompagnare con salse varie.</p>
<p>Alle 17:30 è quasi tutto pronto. All’ingresso, la mostra di artigianato dà il benvenuto agli invitati. Poco a poco la sala si riempie di insegnanti di italiano, volontari ed ex-ospiti che hanno ormai lasciato il centro, operatori e amici. Si alternano le musiche a seconda dei gusti di ognuno e così si passa dalla musica tradizionale della Guinea al rap americano, dal reggae alla musica pakistana. L’atmosfera è rilassata e conviviale. Dopo aver cenato tutti insieme, alcuni gruppetti iniziano a ballare, mentre altri continuano a chiacchierare. Gli sforzi di tutti per preparare la festa non sono stati vani, il risultato è proprio un successo! Buon Natale!</p>
<div id="attachment_531" style="width: 620px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2015/12/IMG_2442.jpg"><img class=" wp-image-531" src="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2015/12/IMG_2442.jpg" alt="Foto di Lai-momo" width="610" height="406" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Lai-momo</p></div>
<div id="attachment_532" style="width: 620px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2015/12/IMG_2467.jpg"><img class=" wp-image-532" src="http://www.givemeshelter.it/wp-content/uploads/2015/12/IMG_2467.jpg" alt="Foto di villa Angeli" width="610" height="406" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Lai-momo</p></div>
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